Il nuovo programma politico di CasaPound Italia

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Acqua pubblica: in arrivo la proposta di legge di CasaPound

18 11 2009





Tempo di essere Madri

1 02 2009

volantinotempodiesserempq4Per essere madri, per essere lavoratrici,  per essere noi.

Il comitato “Tempo di essere madri” nasce per garantire, a tutte le donne che vogliono vivere la maternità come una scelta libera e non come una “zavorra”, la possibilità di non dover rinunciare ad un’esistenza dignitosa e serena, la possibilità di lavorare al meglio e in base alle proprie capacità, la possibilità di vivere e crescere i propri figli.

Il progetto prevede la riduzione, per le donne con figli di età compresa tra 0 e 6 anni, del consueto orario lavorativo da 8 ore a 6 ore al giorno. La retribuzione resterà invariata: l’85% sarà garantito dal datore di lavoro, il restante 15% sarà a carico dello Stato.

A decorrere dal sesto anno di vita del bambino la mamma potrà scegliere di continuare a lavorare 6 ore a giorno, rinunciando però al contributo statale del 15%.

Resta salva la possibilità per una donna di tornare al full-time qualora lo desiderasse.

Il beneficio può essere esteso anche al padre , ma non può riguardare ambedue i genitori.

Al centro della proposta il ruolo della donna nella sua interezza e completezza, nella sua essenza più bella, nella grande potenzialità umana e sociale che esprime.

Al centro della proposta “il bambino” che merita amore ed attenzione e che ha bisogno di essere seguito dalla famiglia nel proprio percorso di crescita.

Quanto disposto dalla presente legge non si applica alle società (cooperative, di capitali, di persone ecc.) con un numero di dipendenti inferiore a 15 (quindici). Per queste l’adesione ai benefici di cui al comma 2 si applicano solo in caso di accordo tra dipendente e parte datoriale, la quale beneficia, in caso di adesione, di uno sgravio contributivo del 50% sui contratti a tempo indeterminato e determinato.

Il comitato “Tempo di essere madri” nasce anche con la volontà di affrontare tutte le problematiche lavorative legate alla maternità e di combattere tutte le situazioni di ingiustizia sociale che caratterizzano il mondo del lavoro, in particolare il precariato.

Ipotesi di attività

Sindacato:

Nell’ambito del progetto si pone l’accento sulla necessità di trovare una regolamentazione adeguata a tutta la sfera esistenziale della donna. I problemi, oltre a quelli già presentati, si estendono in termini professionali al ramo della contrattazione di lavoro, particolarmente nei contratti “ a progetto”.

Esempio: la maternità nel contratto a progetto è sprovvista di garanzie, non è prevista responsabilità del datore di lavoro e corresponsione di stipendio, solo un minimo ed irrisorio rimborso INPS per 5 mesi (su uno stipendio di 1000 euro il rimborso è più o meno di 250 euro al mese). Inoltre non viene garantito il diritto all’allattamento, la malattia figlio e gli assegni familiari per figli a carico.

Si ipotizza, a riguardo, un sindacato ad hoc, che abbia una sezione specializzata per fronteggiare questa tipologia di problemi, e che possa portare avanti le istanze e necessità di questa categoria di lavoratrici.





Mutuo Sociale

1 02 2009

logoIn poche parole, creare un ente regionale che costruisca case e quartieri a misura d’uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, una rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche… .

PRIMA PARTE
L’ Istituto Regionale per il Mutuo Sociale

Come primo articolo la legge proclamerà la Costituzione di un ente regionale: l’ ISTITUTO REGIONALE per il MUTUO SOCIALE (IRMS), che si occuperà di costruire nuovi quartieri con modelli di bioarchitettura tradizionale, a bassa densità abitativa e con tecniche innovative in materia di fonti energetiche rinnovabili. . L’ Istituto Regionale per il Mutuo Sociale dovrà utilizzare per la costruzione dei nuovi quartieri i terreni gratuiti del pubblico demanio. . L’ Istituto Regionale per il Mutuo Sociale,  per la progettazione dei quartieri, non deve pagare famosi e costosi architetti, ma bandire prestigiosi concorsi fra giovani architetti e istituti universitari di architettura e urbanistica. . In questo modo, l’ Istituto Regionale per il Mutuo Sociale non paga terreni, non paga concessioni e tasse e non paga progetti.
Abbatte così i costi di costruzione in maniera radicale.
Inoltre l’ Istituto Regionale per il Mutuo Sociale in qualità di ente pubblico non mira al profitto. . Questo permetterà di vendere le case costruite a reale prezzo di costo, calcolando esclusivamente materiali edili e manodopera. . Il prezzo finale per una casa di 100m2 costruita a queste condizioni è di circa 80.000 Euro! E stiamo parlando di una bella casa, in palazzi bassi con massimo 5 nuclei familiari per palazzina, in quartieri costruiti nel verde, in quartieri costruiti attorno all’uomo, con rispetto per le esigenza comunitarie… Stile Garbatella per intenderci, non i casermoni sovietici stile Corviale o Laurentino38. . Le case di questi quartieri devo essere assegnate a famiglie non proprietarie con la formula del MUTUO SOCIALE. . MUTUO SOCIALE significa vendita a rate da parte dell’ ente Istituto Regionale per il MUTUO SOCIALE alla famiglia che accede al mutuo. L’ente vende a prezzo di costo, ossia allo stesso prezzo che è stato pagato dall’ente per la costruzione, e senza interessi applicati alla rateizzazione. . Come primo atto dell’assegnazione di un MUTUO SOCIALE le famiglie non ricevono denaro ma una casa di nuova costruzione.

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SECONDA PARTE
Le regole

Possono accedere al MUTUO SOCIALE solo famiglie in cui nessun componente del nucleo risulti proprietario di altro immobile. . Visto il carattere permanente della formula del MUTUO SOCIALE possono accedere solo famiglie con cittadinanza italiana e residenti da almeno 5 anni nella regione. Per le altre rimangono le altre forme di assistenza alloggiativa. . La famiglia paga il MUTUO SOCIALE con una rata che non può superare 1/5 delle entrate economiche familiari. Ossia se la famiglia ha entrate per 1000 euro la rata del MUTUO SOCIALE è di 200 euro mensili. . Se tutti i membri maggiorenni della famiglia risultano disoccupati la famiglia può dichiarare lo stato di TOTALE DISOCCUPAZIONE e il pagamento del mutuo viene interrotto senza che si perda il diritto di proprietà. La famiglia riprenderà il pagamento del mutuo quando tornerà ad avere introiti economici. . La famiglia che dichiara lo stato di TOTALE DISOCCUPAZIONE viene seguita costantemente da un’assistente sociale inviato dall’ Istituto Regionale per il MUTUO SOCIALE. Le funzioni dell’assistente sociale sono di aiuto sociale mirate all’ottenimento di un nuovo lavoro ma anche di controllo. Qualora l’assistente sociale scopra che una componente della famiglia che dichiara TOTALE DISOCCUPAZIONE in realtà lavora e dichiara il falso per non pagare il mutuo la famiglia in questione perderà il titolo di proprietà e la casa sarà assegnata ad un’altra famiglia. . La proprietà della casa acquisita con MUTUO SOCIALE è vincolata: la casa non può essere rivenduta, affittata, messa a garanzia di un prestito o ipotecata. La casa ottenuta con mutuo sociale è quindi economicamente inerte e deve essere utilizzata esclusivamente come abitazione per la famiglia che ne è proprietaria.
Non può essere quindi né pignorata né confiscata.

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Come si finanzia
l’ Istituto Regionale per il Mutuo Sociale:

ovvero dove la Regione trova i fondi per costruire le case da assegnare a mutuo sociale. . Inizialmente esclusivamente utilizzando i fondi regionali a disposizione per l’emergenza abitativa, per le politiche di edilizia residenziale pubblica e i fondi europei specifici. In una seconda fase utilizzerà le entrate derivanti da i pagamenti mensili delle rate del MUTUO SOCIALE e le entrate derivanti dall’ affitto dei locali commerciali dei nuovi quartieri. Si creerà in questa maniera un circolo finanziario che non necessità di continui finanziamenti da parte dello Stato.









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